martedì 12 maggio 2015

I Forti di Genova

Altro non sono che tutte le fortificazioni che circondano Genova e che un tempo servivano da controllo e difesa della città. Facendo escursioni nelle zone dove si trovano è venuto naturale pensare che potrebbero essere utilizzati meglio e messi in ordine per proporre come visita ai turisti che arrivano in città; e non solo a loro: molti genovesi, ma anche liguri, non li hanno mai visti da vicino (non tutti sono accessibili per motivi di sicurezza) ed avrebbero modo di conoscere una parte della loro città.
Tempo fa avevo scritto su un sito (opengenova.org) una descrizione per un'idea di come potrebbe essere se ripristinati e messi a disposizioni di turisti e quindi creare posti di lavoro. Ho recuperato la descrizione e la propongo di seguito; è solo una serie di appunti, ma sarebbe bello che l'amministrazione comunale pensasse ad un serio piano per valorizzare una bella zona di Genova ed insieme dare possibilità di lavoro, integrabile anche con le scuole per realizzare giornate di conoscenza e storia, oltre che vedere possibili sviluppi di come lavoro futuro.

Il "progetto", o meglio il pensiero di come potrebbe essere

L’idea iniziale e’ coinvolgere la zona tra il Righi, partendo dalla funicolare, fino a forte Begato recuperando le strutture principali raggiungibili con l'attuale strada: Castellaccio, Sperone e Begato per successivamente provare ad allargare il campo d’azione fino al Diamante con attività più escursionistica o sportiva, come già avviene adesso, con pannelli più curati.
Castellaccio, Sperone e Begato potrebbero essere recuperati come strutture, eliminando i pericoli di crolli interni ed agevolando il cammino interno anche a persone con problemi di deambulazione (magari realizzando un lastricato liscio realizzato in pietra, per restare in sintonia con il materiale in pietra dei forti).
Ognuno dei tre forti potrebbe essere adibito ad ospitare piccoli musei e, nell'anno, manifestazioni di tipo culturale od artistico, musicale, di teatro (come già avvenuto a forte Sperone molti anni fa).
Il tutto creando un pacchetto turistico che permetta di utilizzare anche la funicolare del Righi ed eventualmente una piccola navetta (magari elettrica) per raggiungere i tre forti. Parlando con diverse persone, c'è chi ipotizza una piccola funivia che possa portare fino alla zona vicina a forte Begato, senza per questo togliere nulla alla funicolare: si può pensare ad un biglietto integrato che permetta di utilizzare entrambi gli impianti nella stessa giornata.
L’offerta turistica dovrà essere coordinata in modo che il visitatore possa vedere anche le strutture interne delle opere; una card dei Forti, magari con validità di più settimane, potrebbe permettere di visitare le strutture ed utilizzare gli impianti di collegamento alla zona.
La zona verrebbe riqualificata ed andrebbero a crearsi posti di lavoro: guide turistiche, addetti alla manutenzione delle strutture, delle strade intorno e di tutta l’area.
A fianco a questo si potrebbe migliorare la zona adesso utilizzata da molti sportivi aiutando le associazioni sportive che operano nel territorio.
Lungo tutto il percorso dal Righi (senza dimenticare l’Osservatorio) potrebbero essere realizzati punti di sosta con panchine o tavolini; attualmente lo spazio non è molto ed è quasi totalmente occupato dalla strada ma piccole zone si possono realizzare sfruttando lo spazio a fianco della strada (senza abbattere gli alberi) creando un camminamento.
Dopo la prima fase concentrata tra Righi e forte Begato si potrebbe ampliare l’interesse fino ad arrivare a forte Diamante che è una zona rivolta più ad escursionisti e biker ma che essere fatta conoscere ulteriormente anche a scuole ed associazioni turistiche.
Un progetto ambizioso ma che può essere realizzato un pò alla volta senza stravolgere nulla dell'ambiente naturale che, anzi, potrebbe avere migliore manutenzione e cura. La zona potrebbe tornare ad essere ancora più frequentata dai genovesi e diventare una nuova proposta turistica per Genova e per gli operatori del settore.

Nessun commento:

Posta un commento